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Engraulis encrasicolus
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Lmwea'mweqacciuga o mwegalicecite-ref-4[4] (mwfwmwgaEngraulis encrasicolus (mwgqLinnaeus, 1758)), conosciuta anche come mwggacciuga europea, è un mwgwpesce osseo mwhamarino appartenente alla mwhqfamiglia mwhgEngraulidaecite-ref-worms-5-0[5] di grande importanza economica.
Contents
• Biologia
• Pesca
• Cucina
• Note
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Etimologia
mwjgAcciuga deriva dal mwjwlatino volgare *mwkaapiua o *mwkqapiuva per il mwkgclassico mwkwaphyē, dal mwlagreco ἀφύη (mwlqaphúē), nome di un piccolo pesce, anche se l’irregolarità fonetica rende questo etimo incerto.
Certo è però che l'esito -mwlwcci- da -mwmapj- non è mwmqtoscano e probabilmente ha subito un passaggio da mwmgdialetti liguri o meridionalicite-ref-dei-6-0[6].
Di origine incerta, ma apparentemente collegata all'origine latina sopracitata, sarebbe il siciliano mwoaanciova e il genovese mwoqanciôa, legati a loro volta al mwogcorso mwowanchjuva o mwpaanciua. Confronta anche il mwpqportoghese mwpganchova o mwqaenchova, lo mwqgspagnolo mwqwanchoa e l'mwrainglese mwrqanchovy.
Il termine mwrwalice, di area italiana meridionale, mwsanapoletana e mwsqsiciliana (mwsgalici), deriva dal latino mwswallēc (mwta-ēcis) – una salsa simile al mwtqgarum, fatta con interiora fermentate di pesce – e ancora prima dal greco ᾰ̔́λς (mwtgháls) cioè "sale"cite-ref-dei-6-1[6].
In tutto l'Alto Adriatico è chiamata mwvasardone (pur essendo più piccola della sardina).cite-ref-7[7]
Habitat e distribuzione
La mwwwspecie è diffusa nell'mwxaoceano Atlantico orientale, tra la mwxqNorvegia e il mwxgSudafrica. È presente e comune anche nei mari mwxwMediterraneo, mwyaNero e mwyqd'Azov. Alcuni esemplari sono stati catturati nel mwygcanale di Suez; si tratta quindi di una delle poche specie di pesci mediterranei che hanno intrapreso una migrazione verso il mwywmar Rosso, in senso contrario a quello dei mwzamigranti lessepsianicite-ref-fishbase-8-0[8].
Si tratta di un tipico pesce mwagpelagico che si può trovare anche a grande distanza dalle coste, a cui si avvicina in maggio-giugno per la riproduzionecite-ref-costa-9-0[9]. Di solito, nella stagione calda non s'incontra a profondità superiori a 50 metricite-ref-louisy-10-0[10]; la massima profondità registrata è di 400 metricite-ref-fishbase-8-1[8]. In inverno frequenta acque più profonde, attorno ai 100-180 metri nel Mediterraneocite-ref-bombace-11-0[11]. È una specie moderatamente mweweurialina, tollera le acque salmastre e talvolta penetra nelle foci e nelle lagunecite-ref-fishbase-8-2[8]. Nei laghi salmastri di mwgaGanzirri e di mwgqTorre Faro nel mwggcomune di Messina esiste una popolazione stanziale, in passato considerata come una mwgwsottospecie (mwhaEngraulis encrasicolus russoi)cite-ref-costa-9-1[9]cite-ref-tortonese-12-0[12].
Descrizione
Sebbene l'acciuga sia spesso associata alla mwjwsardina e talvolta confusa con essa, queste due mwkaspecie appartengono a famiglie diverse e hanno un aspetto decisamente differentecite-ref-costa-9-2[9]. L'acciuga ha un corpo allungato e snello, a sezione cilindrica, privo della cresta ventrale di scaglie rigide presente nella sardina. La testa è grande (circa ¼ della lunghezza totale), conica, appuntita, con occhi grandi posti all'estremità anteriore della testa, in posizione molto avanzata.
Anche la bocca è grande (molto più che nella sardina), ampia fin oltre l'occhio, ed è posta in posizione infera (ovvero nella parte inferiore della testa); è armata di denti piccoli e numerosi. La mascella superiore è più lunga dell'inferiore. Le mwlgscaglie sono piccole e si distaccano facilmente. La mwlwpinna dorsale è abbastanza breve, di forma triangolare, inserita circa a metà del corpo. La mwmapinna anale è inserita più indietro, è più bassa e più lunga della dorsale. Le mwmqpinne ventrali sono piccole e poste all'altezza dell'origine della dorsale; le mwmgpinne pettorali sono inserite molto in basso, presso il bordo ventrale del corpo e sono strette e allungate. La mwmwpinna caudale è bilobacite-ref-costa-9-3[9]cite-ref-louisy-10-1[10]cite-ref-tortonese-12-1[12].
La colorazione è argentea sui fianchi e biancastra sul ventre, il dorso è verde azzurro negli individui vivi che diventa blu scuro in quelli morti. Sui fianchi dei pesci vivi, soprattutto di piccola taglia, è spesso presente una banda argentea sopra cui decorre una linea più scuracite-ref-costa-9-4[9]cite-ref-louisy-10-2[10]cite-ref-bombace-11-1[11]. La lunghezza massima può eccezionalmente raggiungere i 20mwtq cmcite-ref-fishbase-8-3[8], ma mediamente si aggira sui 15–17mwug cmcite-ref-louisy-10-3[10].
Biologia
È una specie gregaria in ogni fase vitale che forma banchi numerosissimi, spesso misti con altre specie (per esempio la sardina) ma composti da esemplari di taglia simile (fenomeno noto come mwxqgregarismo per taglia). L'acciuga compie mwxgmigrazioni sia stagionali, dato che in inverno si porta in acque profonde, sia mwxwnictemerali, ovvero si porta a profondità diverse durante l'arco della giornatacite-ref-bombace-11-2[11]. Può vivere fino a 5 annicite-ref-fishbase-8-4[8].
Alimentazione
Si alimenta di giorno. Si nutre di mw0gzooplancton, le prede principali sono mw0wcrostacei mw1acopepodi e stadi larvali di mw1qmolluschicite-ref-bombace-11-3[11].
Riproduzione
La deposizione delle uova avviene in acque costiere tra aprile e novembre e ha un picco in giugno e luglio. Le uova, deposte in numero fino a 40.000, sono pelagiche. Le uova si schiudono nell'arco di 2 giorni, e le larve lunghe appena 2mw3a mm, note assieme a quelle delle sardine come mw3qgianchetti o bianchetti, si aggregano subito in banchi. La maturità sessuale si raggiunge a un annocite-ref-bombace-11-4[11]cite-ref-tortonese-12-2[12]cite-ref-13[13].
Pesca
L'acciuga è una delle specie ittiche più importanti per le marinerie del mar Mediterraneo e dell'mw7aOceano Atlantico temperato caldo europeo. La sua cattura avviene con vari metodi (mw7qreti a strascico, mw7greti da posta, ecc.), ma principalmente con un'apposita mw7wrete da circuizione nota come mw8aciànciolo, in cui i banchi di acciughe e altri piccoli pesci pelagici vengono attratti da fonti luminose (mw8qlampàre)cite-ref-costa-9-5[9]cite-ref-bombace-11-5[11]. Nell'area mediterranea il bacino più produttivo risulta il mw-gmar Adriatico con l'80% dello sbarcato italiano. La misura minima per la commercializzazione nella UEcite-ref-bombace-11-6[11] è di 9mw-w cm.
L'acciuga è oggetto, soprattutto nel mar Adriatico, di mwaqesovrapesca. Si stima che la sola flotta di mwaqiChioggia in estate rigetti in mare tra le 6 e le 9 tonnellate al giorno di acciughe (e mwaqmsardine) morte, per ogni mwaqqcoppia di barche, a causa del prezzo di mercato non remunerativo. Gli mwaqustock ittici si sono notevolmente ridotti nell'arco degli ultimi decenni.cite-ref-14[14]
Cucina
L'acciuga ha carni buone che vengono consumate sia fresche (ad esempio mwaq0ripiene), sia conservate in svariati modi: mwaq4sotto sale, sott'olio, come mwaq8pasta d'acciughe, ecccite-ref-costa-9-6[9]. Le acciughe conservate entrano a loro volta in numerose ricette; ad esempio in Piemonte, dove in passato grazie alla conservazione sott'olio o sotto sale erano uno dei pochi pesci di mare tradizionalmente disponibili, oltre che alla base della mwarqmwarubagna càuda sono utilizzate come antipasto sotto forma di mwaryacciughe al verde. A mwarcCetara comune della mwargcostiera amalfitana è nota la mwarkcolatura di alici usata per condimento di spaghetti.
Conservazione
L'acciuga europea è una specie dall'ampio mwaueareale dotata di un grande interesse per la mwauipesca commerciale. Sebbene in alcune aree come il mwaumMarocco si avvertano segni di mwauqsovrapesca e di riduzione delle mwauupopolazioni nella maggior parte dell'areale e segnatamente nel Mediterraneo gli mwauystock sembrano stabili o addirittura in aumento. Le popolazioni di acciuga mostrano dovunque fluttuazioni da un anno all'altro dovute a fattori ambientali. La mwaucIUCN classifica mwaugE. encrasicolus come specie "a rischio minimo"cite-ref-15[15].
Note
cite-note-iucn-11. mwavm(mwavqmwavuEN) Tous, mwavymwavcEngraulis encrasicolus, su mwavgmwavkIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwavoIUCN, 2020.
cite-note-22. mwav4mwav8mwawaEngraulis encrasicolus, su mwawefishbase.de. mwawiURL consultato l'11 gennaio 2026.
cite-note-33. mwawymwawcmwawgEngraulis encrasicolus, su mwawkmarinespecies.org. mwawoURL consultato l'11 gennaio 2026.
cite-note-44. ↑ mwaw4mwaw8mwaxaDecreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su mwaxemasaf.gov.it. mwaxiURL consultato l'11 gennaio 2026.
cite-note-dei-66. ↑ mwayqCarlo Battisti, Giovanni Alessio, mwayuDizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57.
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Collegamenti esterni
• citerefcatalogue-of-life(EN) Engraulis encrasicolus, su Catalogue of Life.
• citereffossilworks-org(EN) Engraulis encrasicolus, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Engraulis encrasicolus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Engraulis encrasicolus, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Engraulis encrasicolus, su Lista rossa IUCN.
• citerefworms(EN) Engraulis encrasicolus, su WoRMS.
• mwagi(EN) Engraulis encrasicolus, su FishBase. URL consultato il 02.07.2014.